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Ultima Notizia

13 marzo 2021

Carlo Cantales è il nuovo delegato al Running della Fidal

E’ passato oltre un mese dall’elezione alla presidenza della FIDAL di Stefano Mei, chiuso definitivamente il ciclo durato otto anni di Alfio Giomi. Lo spezzino, campione europeo dei 10.000 metri a Stoccarda ’86, nell’election day dello scorso 31 gennaio aveva vinto il ballottaggio con il candidato Vincenzo Parrinello, 31051 voti a suo favore contro i 26917 di Parrinello.

Le votazioni per il Consiglio Federale hanno portato alla elezione di questi consiglieri: Quota dirigenti, Sergio Baldo, Grazia Maria Vanni, Oscar Campari, Anna Rita Balzani, Sandro Del Naia, Alessio Piscini, Gianfranco Lucchi e Carlo Cantales. In Quota atleti: Margherita Magnani e Simone Cairoli. Quota tecnici: Domenico Di Molfetta e Elisabetta Artuso. Presidente del Collegio revisori dei conti è stato confermato Angelo Guida.

C’è tanta speranza in questo nuovo quadriennio alle porte, in particolare per quel che riguarda il mondo running decisamente poco considerato nel passato, ma che potrebbe avere grandi sviluppi in termini numerici ed economici se ben sviluppato. Un compito non certo facile, le cose che non vanno sono davvero tante, ma la volontà c’è tutta, come conferma in esclusiva a Corriere dello Sport il Consigliere Carlo Cantales, che da qualche settimana ha ricevuto la delega per organizzazione running, master e una parte della comunicazione. Napoletano, tesserato per la società beneventana Atletica Enterprise, speaker in tantissimi eventi tra i quali la RomaOstia e la Napoli City Half Marathon, Cantales è un grande appassionato di atletica, sia di quella su pista che su strada.

Riproponiamo l'intervista rilasciata al Corriere dello Sport.

 

Consigliere Cantales, quale sarà il primo passo della nuova FIDAL in merito al running?

“Dopo un mese stiamo completando la fase conoscitiva della FIDAL insieme al Presidente Mei ed agli altri Consiglieri, compiendo un percorso di analisi interna sia della strutturazione, che della conoscenza degli uffici federali, in modo tale da comprendere al meglio e in profondità come ottimizzare il complesso funzionamento amministrativo ed organizzativo. Non si può far partire un percorso senza avere buona consapevolezza di ciò che si va ad attivare e del reale stato delle cose, ma il percorso si sta avviando con tantissimo impegno, posso assicurarlo, per provare a rendere la federazione più vicina alle necessità della base, ovvero di coloro che hanno sempre animato piste e percorsi non stadia”.

Parliamo subito di RunCard, non sempre amata, cambierà qualcosa?

“L’abbiamo più volte detto in campagna elettorale che andremo ad effettuare un'attenta analisi dell'argomento, capendo se mantenere lo strumento o ristrutturarlo in maniera più funzionale, compatibilmente con eventuali vincoli contrattuali. Si percepisce da ogni parte che non c’è ora un sentimento positivo sulla RunCard, ma vogliamo lavorarci a fondo perché, se ben strutturata, è innegabile che potrebbe essere un grande e fortissimo strumento divulgativo, come da principi per la quale fu creata. Dobbiamo fare uno studio del comparto, una fondamentale analisi economica, capire il vero impatto sulle società sportive affiliate, conoscere se vi sono impedimenti e soprattutto sentire chi ci ha a che fare. Da qui stabiliremo quale futuro percorrere e sarà una grande sfida, RunCard se rimarrà in essere, dovrà essere congeniale ed utile a tutti: tecnici, atleti, presidenti di società e organizzatori di eventi”.

 Verrà ampliato l’ufficio running all’interno della FIDAL?

“Dopo questa fase di studio in corso e che necessiterà di un altro po di tempo, nascerà prossimamente una “commissione running” che possa dare spazio a tutte le voci dell'outdoor running e che coinvolgerà esperti legati al mondo della strada, del cross, del trail e della corsa in montagna. Ambienti profondamente diversi tra di loro, ma tutti con prospettive di crescita enormi. Questi settori devono avere una voce giusta ed equilibrata nel cammino della Federazione, essendo parte integrante della famiglia dell'atletica e potendo fungere da ulteriori canali di sviluppo anche di altri comparti. Questo sarà un organo consultivo che porterà idee, proposte, suggerimenti e lavoro di estrema utilità per l'operato del Consiglio Federale”

Quali i primi argomenti sul tavolo della nascente Commissione Running?

“Si parlerà di tasse gare, classificazioni, Lables, comunicazione, compiti dei Comitati territoriali, ecc... Bisogna prendere il buono che è stato fatto e migliorare o integrare gli ambiti dove vi sono carenze: ci sono dei mal di pancia nel movimento, tante cose vanno affrontate, alcune migliorate, altre andranno rimodulate, altre sostituite o eliminate, altre ancora portate avanti come il tema delle certificazioni mediche attualmente attenzionate dalla ben nota “mozione Lupi”... ma servirà prima costituire il gruppo di lavoro”.

Le società sportive che si occupano principalmente di running, potranno finalmente avere voce?

“E’ fondamentale ascoltare tanto, tantissimo, le Società sportive. Perché stanno sul territorio, hanno la concretezza e la realtà delle cose, sanno bene cosa funziona e cosa non va. Il nostro lavoro sarà da fare insieme a loro, sulle loro necessità. Lo abbiamo fatto costantemente nel percorso che ha portato Stefano Mei e Orgoglio del Riscatto alla guida della FIDAL e non dovremo interrompere questo strumento che si è rivelato così utile ed apprezzato”.

Il protocollo Covid19, subirà modifiche sostanziali?

“Pochi eventi massa hanno potuto svolgersi secondo il protocollo emanato dalla FIDAL ed autorizzato dagli enti preposti, quali il Coni e il Ministero della Salute. Oggi la tecnologia ci sta venendo incontro per sopperire alle difficoltà del presente, pertanto, seppur non sia sostitutivo di gioie, emozioni ed esperienze vissute sui percorsi di gara, dobbiamo fare in modo che il running sia aiutato anche dal digitale in questa fase transitoria che, speriamo, non duri ancora per molto. Siamo passati negli anni dalle classifiche stilate con carta e penna ai chip elettronici per il cronometraggio, passando per gli orologi GPS, le varie App di settore e tanti altri dispositivi o progetti che stanno continuamente innovando il comparto. Dobbiamo trovare una linea contemporanea, costruttiva, fruibile da chiunque, semplice nell’approccio e capace di rendere sempre al passo coi tempi un mondo che ormai riguarda più della metà dei tesserati della FIDAL”.

Come gestirete le ‘non competitive’?

“RunCard era nata anche per queste, affinché le migliaia di partecipanti domenicali agli eventi non competitivi trovassero una porta d’accesso semplice al mondo delle vere gare competitive. Questo francamente mi sembra non sia avvenuto in toto, o quanto meno non è arrivato un risultato come me lo sarei aspettato. Rimane il fatto che vi sono eventi non competitivi di grandissimo impatto sociale e numerico, c’è un potenziale pazzesco che non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo trascurare. Idem dobbiamo dialogare molto di più con gli eventi di trail e corsa in montagna che meritano ampia visione e pari dignità, avendo ben chiari quali sono i trend mondiali”.

 Come far conoscere di più il settore running?

“Lavoreremo sicuramente sull'innovazione e sulla comunicazione, non solo delle competizioni. L'auspicio sarebbe quello di avere un’area del sito federale completamente dedicato al running, con un accesso semplice e immediato, così da dare ampia visibilità a società, attività ed eventi, con foto, video, notizie, classifiche, ecc... Bisogna che il sito federale diventi un importante supporto e servizio, anzi direi imprescindibile servizio, a disposizione di partecipanti e organizzatori di eventi”.

Insomma sembra che non sarà più una FIDAL chiusa all’interno di uno stadio e dedicata sollo alle 8 corsie della pista?

“E’ senz’altro iniziata una nuova era, ma avremo raggiunto il nostro risultato quando gli utenti, sia quelli datati che quelli nuovi, sia della pista che del running, avranno un sentimento positivo verso la Federazione. Saremo stati bravi quando percepiremo che gli atleti si tessereranno senza remore, senza pensare al costo, senza sentire la FIDAL come un ostacolo o un peso. Oggi purtroppo non si percepisce un largo senso di apprezzamento per l'appartenenza federale, sentimento invece spesso vissuto solo come un'imposizione, senza condivisione di valori. La FIDAL non deve fare di più per i runners, esperti o neofiti che siano, deve semplicemente fare ciò che serve al movimento per crescere (con le dovute regole). Ovviamente questo vale anche per gli organizzatori di ogni livello e di ogni evento, oggi spesso obbligati ad aderire e che sentono quella che dovrebbe essere la propria casa come l'esattore che non restituisce quei servizi e supporti che ci si aspetta. La FIDAL dovrà essere molto più vicina alla quotidianità: non è semplice, tutt’altro, ma la determinazione non ci manca. Questo è sicuro!”

 

by corrieredellosport.it